Aldina’s House.
Un nome carico di storia, affetto, di un’accoglienza che si respira ancora tra queste mura. Ogni volta che lo pronuncio, un sorriso mi sfiora le labbra, un sorriso intriso di nostalgia, ma anche di una profonda gratitudine. Gratitudine per mia madre, Aldina, che con la sua presenza ha riempito questa casa di vita, di amore, di risate. E gratitudine per i miei figli, che hanno voluto dedicarle questo luogo, trasformando un sogno in realtà.
Quando mamma se n’è andata, ho ereditato questa grande casa, un luogo colmo di ricordi, di profumi, di oggetti che raccontano una vita. Un giorno i miei figli hanno lanciato l’idea: perché non trasformarla in un bed and breakfast? Ed eccoci qui a perpetuare lo spirito accogliente di mia madre, ad aprire le porte di questa casa, come lei aveva sempre fatto, a chiunque avesse bisogno di un sorriso, di una parola gentile, di un rifugio.
Aldina era così. La sua porta era sempre aperta, per tutti. Amici, parenti, vicini di casa, ma anche semplici conoscenti, o perfino sconosciuti che si perdevano tra le stradine del paese. C’era sempre un caffè caldo pronto per chiunque varcasse la soglia, una sedia a disposizione, un orecchio attento ad ascoltare.
Il logo del B&B è un piccolo capolavoro di significati nascosti. Una casetta stilizzata a forma di “g”, che richiama non solo l’idea di un rifugio accogliente ma rappresenta anche l’iniziale del cognome di mia madre, Granito, e l’iniziale del cognome dei miei figli, Garofalo. Un legame invisibile, ma forte, che unisce passato e presente, generazioni diverse sotto lo stesso tetto. E poi, c’è una data, incisa internamente alla casetta: 01.04. La data di nascita di mia madre, e, incredibilmente, anche la data di nascita di mio figlio. Una coincidenza che ci ha colpito profondamente, un segno del destino che abbiamo voluto celebrare, includendolo nel logo.
Aldina’s House non è solo un bed and breakfast, è un omaggio alla donna straordinaria che è stata mia madre.